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Verdegaia
Il nostro prossimo é tutto ciò che vive. (Gandhi)
18 novembre 2008
Danimarca: una vergogna!
 

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ' accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

....DANIMARCA : UNA VERGOGNA


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BENCHE' QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA , UN PAESE SUPPOSTO 'CIVILIZZATO', MEMBRO DELL'UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E' IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L'ETA' ADULTA (!!). E' ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE' QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA'.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!




permalink | inviato da Verdegaia il 18/11/2008 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
28 ottobre 2008
MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LE PELLICCE
 per chiedere la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia
SABATO 8 NOVEMBRE 2008

Ritrovo alle 14.30 in Piazza della Repubblica - ROMA

Il corteo attraverserà il centro della città e terminerà in P.zza Venezia
dove da un palco prenderanno la parola i rappresentati delle associazioni
animaliste.

Se acquisti una pelliccia o un capo contenente bordi in pelliccia,
purtroppo diventato una moda anche tra i più giovani, sei silenziosamente
colpevole del massacro di milioni di animali allevati negli allevamenti
intensivi, veri e propri lager che non considerano minimamente le esigenze
naturali di un essere vivente. Gli animali sono sottoposti per tutta la
loro vita a continuo stress, a causa della vita in gabbie ridottissime in
cui vengono costretti a subire correnti d’aria e freddo per rinfoltire il
pelo e le femmine divengono spesso “macchine” forzate alla riproduzione.
Infine questa sorta di “vita” conduce ad una morte certa altrettanto
dolorosa perché ottenuta con soffocamento, annegamento, bastonate ed
elettroshock.
    Nei giorni successivi alla manifestazione consegneremo al Parlamento
le decine di migliaia di firme raccolte per chiedere la chiusura degli
allevamenti di animali da pelliccia, così come accaduto in molti paesi
Europei, dove è proibito l’allevamento di qualsiasi specie di animali
da pelliccia.

    Uniamoci contro le pellicce! Affinché, anche in un paese civile come
l’Italia venga approvata una legge per il divieto degli allevamenti di
animali da pelliccia.

Per ulteriori informazioni:
http://www.oipaitalia.com/appuntamenti/pellicce.html



permalink | inviato da Verdegaia il 28/10/2008 alle 10:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 marzo 2008
Se il pianeta muore di bistecca
(Articolo scritto da Mario Tozzi, pubblicato da La Stampa il 25/3)
Proviamo a riflettere ancora una volta sulla scelta degli uomini di «sacrificare» animali in grandi quantità in occasione delle feste comandate, magari appena dopo un digiuno o un venerdì «di magro». Atteso che quasi nessuno ricorda più neppure lontanamente l'eventuale origine religiosa o tradizionale, resta l'ecatombe priva di senso logico e del tutto fuori linea rispetto al futuro ambientale del pianeta. Non è questione di empatia con altri esseri viventi. Non è, in altre parole, questione di decine di migliaia di agnelli sgozzati, di centinaia di migliaia di maiali dissanguati e milioni di polli costretti a vivere tutta la loro vita nello spazio di un foglio A4: nessun animale si comporta così verso gli altri, e già questo uso industriale e massivo di altri viventi ci porrebbe oggettivamente fuori dal corso naturale della storia del pianeta. Il fatto è che gli uomini non nascono carnivori né predatori, al contrario, come testimoniamo i ritrovamenti paleontologici per anni male interpretati: noi eravamo oggetto della caccia di tigri dai denti a sciabola insieme ai mammuth, non gli uccisori degli altri. Dentizione, lunghezza dell'intestino e molti altri caratteri testimoniano che eravamo destinati a mangiare vegetali e solo occasionalmente proteine di origine animale, carogne o animali malati cacciati per caso, un po' come fanno altri primati.

Non è neppure questione di salute, sebbene da tempo i dati medici espongano molto chiaramente che un eccesso di consumo di carni produca malattie cardiovascolari, diabete e tumori. I tre milioni di danesi che furono costretti dall'embargo del 1917 a una dieta di patate e orzo (da grandi consumatori di burro, latte e carni bovine che erano) videro ridotto il tasso di mortalità di quasi il 35%. Come a dire che vivere al vertice della scala delle proteine è piuttosto un rischio che non un vantaggio. Nelle culture carnivore occidentali l'incidenza del tumore al colon è dieci volte superiore a quella delle culture vegetariane asiatiche, tanto da arrivare alla conclusione che la sola quantità ottimale di consumo di carne rossa è zero.

E' un'altra, però, la ragione per abbattere il consumo di carne. E' una ragione ambientale nel senso più ampio del termine. Per allevare il complesso bovino mondiale, composto da quasi un miliardo e mezzo di capi, ci vogliono pascoli sempre più ampi: ma dove li impiantiamo, visto che la superficie di terre emerse è sempre quella e che, anzi, la terra migliore, quella più fertile e più vicina alle fonti d'acqua, è già virtualmente esaurita? Pervicacemente si sottraggono territori sempre più ampi alle foreste tropicali e pluviali, che però reggono uno sfruttamento industriale solo per cinque o sei anni, dopo di che non sono più fertili e dunque spingono a disboscare nuove terre. La carne sottrae foresta al mondo, visto che per ottenerne 1 kg ce ne vogliono 9 di mangimi: gli animali di allevamento non consumano liberamente erba come si crede, ma vengono «finiti» (come si dice) a cereali. E a chi verrano sottratti quei cereali, se non ad altri uomini, che per questo patiranno la fame? Un manzo di allevamento di 500 kg ha consumato 1200 kg di granaglie, come a dire che, solo negli Usa, 157 milioni di vegetali, che potrebbero essere consumati dagli uomini, finiscono invece a produrre 28 milioni di tonnellate di carne. E per allevare un manzo ci vuole tanta acqua quanto quella che serve a far galleggiare un incrociatore. Ha un senso tutto questo in un pianeta in cui sono milioni coloro che non hanno il mais per sopravvivere, mentre altri si devono mettere a dieta per ridurre i rischi del consumo di carne? Desertificazione, disboscamenti, sprechi d’acqua, alterazioni degli ecosistemi, inquinamento delle falde, incremento dei gas serra sono questi i veri motivi per cui dovremmo ridurre il consumo di carne. Ma mettere in conto i danni ambientali della bistecca è un tabù che nessuno si sogna di discutere seriamente.



permalink | inviato da Verdegaia il 31/3/2008 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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"La bontà umana, in tutta la sua purezza e libertà, può venir fuori solo quando é rivolta verso chi non ha nessun potere. La vera prova morale dell'umanità, quella fondamentale, é rappresentata dall'atteggiamento verso chi é sottoposto al suo dominio: gli animali. E sul rispetto nei confronti degli animali, l'umanità ha combinato una catastrofe, un disastro così grave che tutti gli altri ne scaturiscono."
Milan Kundera - "L'insostenibile leggerezza dell'essere"



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